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News from the Locarno Festival
 

The Sun, the Sun Blinded Me

Signs of Life

©  Wilhelm Sasnal

 

La trasposizione è pratica costante nel lavoro pittorico di Wilhelm Sasnal, i cui quadri sono spesso elaborazioni di fotografie che realizza lui stesso o sceglie online. Insieme alla moglie Anka, che ha invece una formazione letteraria, giunti alla quarta collaborazione cinematografica fanno convergere metodo e interessi, adattando (dopo Visconti) Lo straniero di Albert Camus. I loro precedenti It Looks Pretty from A Distance (2011), Aleksander (2013) e Huba (2014) hanno definito uno stile che, pur dichiaratamente ispirato a Dumont, Seidl e Haneke, è estremamente specifico, e segnato da un oscuro e austero naturalismo. Come in pittura Sasnal lavora tradizionalmente con tela e colori, così il film privilegia i fondamentali del cinema: pellicola, luce, quadro, angolazioni, movimenti, ottiche; la natura del linguaggio cinematografico torna ad essere evidente, paradossalmente in un lavoro tratto da un testo letterario. Ma della vicenda del Meursault camusiano, omicida per caso, i Sasnal aggiornano anche il potenziale politico, trasferendola in una Polonia ordinariamente razzista, paranoica e sinistra: un paese in cui molti, dalla rimossa complicità con lo sterminio nazista, fino alla stretta illiberale e clericale del potere attuale, non hanno smesso di vedere stranieri ovunque.

 

Sergio Fant

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