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Jeunesse

Concorso internazionale

Jeunesse

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Come un personaggio di un romanzo di Stevenson, Zico non ha che un desiderio: lasciar tutto e partire per mare. Nel viaggio, ai comandi di un taciturno capitano e di un secondo scontroso, scoprirà la monotonia delle onde e la vita di bordo. Con la sfacciataggine degli apprendisti, il giovane si farà strada, passando da lavare i ponti e soffrire il mal di mare a mettersi al timone della nave, fino all’immancabile tempesta…

È all’insegna dell’improbabile l’equipaggio pensato dal regista francese Julien Samani per la sua rilettura di Conrad: un mix di esotico e letterario da cui spiccano il capitano, interpretato da Jean-François Stévenin, seguito come un’ombra dal suo secondo (Samir Guesmi), e l’estroverso Moctar (Lazare Minoungou), ossessionato da una vecchia canzone di Mina, Serafino Campanaro – splendida incursione del mondo pop nell’universo di Conrad. Tra di loro, come un elastico, il giovane Zico, impersonato da un Kévin Azaïs convincente nel delineare il percorso di crescita di un giovane che da sprovveduto idealista diventa l’anima del battello.

Dopo aver realizzato un ritratto dei pescatori di squali al largo dell’Irlanda (La Peau trouée, 2004), Julien Samani s’imbarca un’altra volta per raccontare quel singolare “luogo chiuso” che è un battello, dove l’interazione tra il tempo e gli uomini, tra l’orizzonte infinito del mare e le anguste celle di bordo acquista un valore simbolico. Jeunesse è un film in perfetto equilibrio tra l’attrazione ipnotica dell’oceano, sempre uguale e sempre diverso, e il variopinto mondo degli umani fatto di amicizie, gelosie, liti e rappacificazioni. 

 

Carlo Chatrian
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