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Lola Darling - She's Gotta Have It

Retrospettiva Black Light

Lola Darling - She's Gotta Have It

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© Collection Cinémathèque suisse. Tous droits réservés

Per comprendere pienamente l’importanza e soprattutto la forza eversiva dell’esordio alla regia di Spike Lee bisogna contestualizzare il momento storico e sociale della sua uscita in sala.

Nel 1986 il cinema mainstrean americano era improntato principalmente sull’idea di machismo reaganiano irradiata dagli action-movie di Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger. E anche (perché no?) dal “tipo” vagamente più ironico e sbruffone impersonato dall’astro nascente Tom Cruise - per la precisione quello di Risky Business e soprattutto Top Gun.

In un momento poi in cui la cinematografia afroamericana sembrava aver definitivamente esaurito la sua vena propositiva, un filmmaker neppure trentenne cresciuto a Brooklyn osò portare sul grande schermo l’emancipazione fisica di una protagonista decisa a dominare il “Maschio” nella stessa maniera in cui egli stesso pensava erroneamente di essere in controllo. Sesso come edonismo, gioia del corpo, senza alcun tentativo di cercare una connessione emotiva. Roba da maschi, appunto…

Anche dal punto di vista prettamente cinematografico Lola Darling è soltanto in apparenza un film “libero”, sgrammaticato. Se analizzato tenendo in mente l’evoluzione filmica e tematica di Lee che vedremo nei suoi lavori successivi, il suo esordio si esplicita al contrario come un’opera perfettamente programmata per esporre la visione iconoclasta del cineasta stesso. Spike Lee fin da subito vuole scuotere, disturbare, solleticare il gusto cinefilo dello spettatore attraverso il mezzo-cinema: ecco allora che il montaggio stridente, le angolazioni di macchina sghembe, il bianco e nero della fotografia, l’utilizzo impetuoso della colonna sonora diventano fin da subito la firma precisa dell’autore. She’s Gotta Have It (titolo originale) è a conti fatti un manifesto espressivo del cineasta stesso, il dirompente germoglio di un fiore cinematografico che sboccerà definitivamente tre anni dopo con Fa’ la cosa giusta, presentato al pubblico in Piazza nel pre-festival.

Adriano Ercolani

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