News from the Locarno Festival
 

A scuola di cinema

Locarno Kids

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© 2019 Prima Linea Productions/Pathé Films/France 3 Cinéma/Indigo Film

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© Rob Baker Ashton

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© Collection Cinémathèque suisse. Tous droits réservés

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© ph.Francesca Fago © Wildside/Iconoclast/Tribust 2019

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© René Marran - JMJ Internatonal Pictures

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«Chi sa fare, fa. Chi non sa fare, insegna». Massima feroce e spesso fraintesa di Arthur Bloch, non vale però al Locarno Film Festival e tantomeno si può adattare ai suoi piccoli spettatori. Perché grazie a Locarno Kids, alle tante collaborazioni delle diverse realtà svizzere che spaziano, appunto, dall’insegnamento all’animazione, alle attività organizzate da altre rassegne a esperienze di formazione tra le più virtuose, i bambini di ogni fascia d’età guarderanno, ascolteranno, impareranno, faranno. Senza dimenticare il gioco, perché non è un caso che to play e jouer siano verbi così importanti per la settima arte.

E chissà, forse ci insegneranno, partecipando al Festival, come amare meglio il cinema.

Hanno cominciato prima di tutti, il 4 agosto, con l’innovativo e emozionante film d’animazione La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti, proiettato con successo davanti a migliaia di ragazzi in Piazza Grande e al Palexpo (FEVI), prima tappa di un’educazione sentimentale e cinematografica che vedrà, in un’ideale specchio tra inizio e fine del festival, anche la visione di Dilili à Paris il 18 agosto, sempre in Piazza. L’opera potentissima di Michel Ocelot con la sua storia unisce, in nome di una bimba troppo bianca per i neri e troppo nera per i bianchi, avventura e integrazione. In mezzo, un percorso costruito all’interno del programma ufficiale per chi ha più di 12 anni, da Magari a Days of the Bagnold Summer per chi non vuole rinunciare allo schermo più grande d’Europa, fino a Lapprendistato di Davide Maldi in Cineasti del presente, Un film dramatique di Éric Baudelaire in Moving Ahead, Rue Cases-Nègres di Euzhan Palcy senza dimenticare la scelta coraggiosissima di proporre loro Million Dollar Baby di Clint Eastwood nell’ambito del Leopard Club Award a Hilary Swank. Accanto, tanti incontri loro dedicati, con autori e addetti ai lavori.

Ma il Locarno Film Festival “vietato ai maggiori” sarà soprattutto una palestra per nuovi talenti, oltre che uno sguardo degli stessi sulle nuove tecnologie con i loro pericoli e opportunità, a partire dal progetto FLEX, che coinvolge i giovani nella creazione di contenuti audiovisivi e il loro conseguente possibile utilizzo nel mondo dei social media. Attività collettive e formative invaderanno tutta Locarno: i Movie&Media Labs daranno vita a una dozzina di laboratori diretti da esperti che vedranno al lavoro chi va dai 6 ai 15 anni, seguendo una programmazione parallela ispirata al Locarno Film Festival, alle sue sezioni, alle sue intuizioni; i due workshop LAC edu, invece, si concentreranno su animazione e sound design e avranno una platea di preadolescenti dagli 11 ai 14 anni; a laRotonda, infine, un nuovo spazio ecosostenibile coloratissimo e animato dall’Accademia Teatro Dimitri proporrà workshop, attività e spettacoli di artisti di strada. Un modo per accompagnare le giovani generazioni in un mondo che consenta loro di non smettere mai di sognare, di farlo in maniera consapevole e competente, di costruire, per ognuno di loro, un proprio percorso, mai banale. In questi giorni e non solo.
Per i più piccoli c’è sempre il Kids Corner, dietro lo Spazio Cinema: mentre i loro fratelli maggiori impareranno il cinema e i loro genitori si concederanno la visione di una delle opere selezionate dal Locarno Film Festival, i bimbi potranno partecipare alle attività ludiche organizzate per loro.
Locarno Kids, citando i fratelli Coen, non è un paese per vecchi.

Boris Sollazzo

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