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Cime tempestose

Histoire(s) du cinéma - Pardo alla carriera Fredi M. Murer - Höhenfeuer

Cime tempestose

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Un senso di ineluttabilità attraversa Höhenfeuer (Pardo d’oro 1985), trascinando lungo la storia di un amore nascente tra fratello e sorella nell’isolamento della montagna. Con inesorabile semplicità, Fredi M. Murer, Pardo alla carriera 2019, costruisce un’architettura filmica in cui tutto si protende verso il punto di fuga del finale, dove una morte annunciata fin dalla prima inquadratura segna la vittoria del fato. Se le immagini, con il loro scarno realismo che evita di appellarsi ai facili effetti dello scenario alpino, potrebbero dapprincipio far pensare che qui Murer continui nel campo della finzione la ricerca etnografica aperta dal documentario Wir Bergler in den Bergen sind eigentlich nicht schuld, dass wir da sind (1974), presto si capisce che i caratteri della giovane Belli e del “bueb”, il fratello sordomuto, proiettano ombre molto più lunghe di loro. Di inquadratura in inquadratura li vediamo caricarsi di risonanze antiche, procedendo verso una chiusa in cui, come eroi di un mito greco, si trovano a sprofondare nella colpa mantenendo intatta la loro innocenza. E alla fine non è chiaro se quella che si è consumata sullo schermo sia una tragedia o, piuttosto, una tetra fiaba per il XX secolo.

Sara Groisman

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