Locarno Shorts Weeks

4a edizione
1–28 | 2 | 2022

Durante l’intero mese di febbraio 2022 le Locarno Shorts Weeks saranno una finestra aperta sul mondo. Per la quarta volta consecutiva, potrai scoprire una selezione di cortometraggi presentati a Locarno, ogni giorno, gratuitamente sul nostro sito.

Una selezione di gioielli provenienti dalle selezioni 2020 dei Pardi di domani e di Open Doors: 22 cortometraggi che ci terranno compagnia per tutto il mese di febbraio 2022, al ritmo di uno al giorno e disponibili gratuitamente sul nostro sito, grazie a Swiss Life.

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Programma Locarno Shorts Weeks

Locarno Shorts Weeks 2022 

Le Locarno Shorts Weeks festeggiano il quarto anno di vita ed è bello vedere come, in un arco di tempo relativamente breve, questa iniziativa sia rapidamente divenuta un atteso appuntamento online per un pubblico sempre più vasto di cinefili in tutto il mondo.

È certamente un buon segno: l’attenzione al cortometraggio è in crescita. Ma è molto di più. Si tratta di nutrire la nostra curiosità verso voci nuove, talenti singolari, e prospettive inconsuete. E si tratta di dare loro ulteriori opportunità per circolare e trovare nuovi occhi ansiosi di guardare. Così si formano anche le comunità cinematografiche.

Eccoci, quindi, con una selezione di gioielli provenienti dalle selezioni 2020 dei Pardi di domani e di Open Doors: 22 cortometraggi che ci terranno compagnia per tutto il mese di febbraio 2022, al ritmo di uno al giorno e disponibili gratuitamente sul nostro sito, grazie a Swiss Life.

Tra le punte di diamante ci sono i vincitori del Pardino d’oro dei due concorsi, nazionale e internazionale: I ran from it and was still in it di Darol Olu Kae, un ibrido poetico di privato e politico che tratteggia un ritratto complesso di perdite in famiglia e separazioni; e Menschen am Samstag (People on Saturday) di Jonas Ulrich, una rilettura formalmente ingegnosa del mito di Sisifo ambientata nella vita quotidiana di una città contemporanea.

22 corti da scoprire (o riscoprire). 22 possibilità per aprire un dialogo, o semplicemente apprezzare il cinema.

La selezione è stata fatta appositamente per mostrare una costellazione di possibilità cinematografiche: una varietà di stili, un portfolio di preoccupazioni vitali, urgenze del cuore, avvertimenti del pianeta. 

La paura dell’ignoto e il peso della scelta - History of Civilization di Zhannat Alshanova, Trou Noir (Black Hole) di Tristan Aymon – e come superarli - The End of Suffering (A Proposal) di Jacqueline Lentzou, Push This Button if You Begin to Panic by Gabriel Böhmer, O Black Hole! di Renee Zhan.

L’arduo percorso per scoprire e accettare noi stessi - Kado (A Gift) di Aditya Ahmad, Spotted Yellow (Zarde khaldar) di Baran Sarmad, Gramercy di Pat Heywood e Jamil McGinnis – e lo svelamento delle nostre radici (Pacífico Oscuro di Camila Beltrán, Nha Mila di Denise Fernandes).

Il fragile equilibrio tra gli umani e l’ambiente che ci circonda – Icemeltland Park di Liliana Colombo, Parcelles S7 (Land Lot S7) di Abtin Sarabi, Manong ng Pa-Aling (Man of Pa-Aling) di E. del Mundo – e i legami umani altrettanto fragili che spesso non riescono a connetterci – Thiên đường gọi tên (A Trip to Heaven) di Linh Duong, Nour (Noor) di Rim Nakhli, Where to Land di Sawandi Groskind, Giòng sông không nhìn thấy (The Unseen River) di Phạm Ngọc Lân.

La rivisitazione attuale dei generi e delle loro politiche interne - Aninsri daeng (Red Aninsri; Or, Tiptoeing on the Still Trembling Berlin Wall) di Ratchapoom Boonbunchachoke, 1978 di Hamza Bangash, Liar Land di Ananth Subramaniam.  


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