News  ·  06 | 08 | 2021

RoboCop

Paul Verhoeven | Histoire(s) du cinéma

©Images courtesy of Park Circus-MGM Studios

Pochi film hanno definito l’estetica del cinema mainstream anni ‘80 quanto RoboCop: gli effetti creati da Phil Tippett hanno fatto di questo sci-fi una delle pietre miliari del genere, in grado di scioccare il pubblico americano e internazionale.

La ferocia visiva di una messa in scena portata agli estremi, la quale racconta la violenza urbana in tutta la sua veridicità, è stata ottenuta attraverso l’inventiva del mago degli F/X, alla sua prima collaborazione con Paul Verhoeven: un connubio professionale che si è rivelato artisticamente fondamentale per il cinema di genere grazie alla condivisione di una visione nichilista che si ripeterà qualche anno dopo con l’altro film di culto Starship Troopers.

Rispetto all’onda di produzioni mainstream dal sottotesto esplicitamente conservatore degli anni ‘80 – pensiamo ai successi di Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger – RoboCop, Verhoeven e Tippett scelgono infatti di sfidare le convenzioni, discutendole all'interno del sistema stesso.

Il film si inserisce soltanto in superficie in quella fascia di produzioni volte a spalleggiare la filosofia reaganiana del “law and order” al di sopra delle convenzioni sociali, mentre in realtà attraverso le gesta del roccioso protagonista interpretato da Peter Weller vuole mostrare il lato oscuro (anche) delle forze dell’ordine.

Il poliziotto-cyborg non cerca una reale soluzione al problema della criminalità. Si fa, in maniera provocatoria, “cerotto” che tampona magari, ma decisamente non cura, né tantomeno risolve, il problema.

Sotto questo punto di vista lo stesso RoboCop – presentato a Locarno74 in occasione del Vision Award al grande Phil Tippett – è un giocattolo destinato a rompersi, o meglio a farsi disfunzionale, poiché prodotto di un sistema che non prevede realmente che lo status quo venga alterato.

E questo probabilmente è ciò che rende il capolavoro di Verhoeven, oggi più che mai attuale...

Adriano Ercolani